Unrecognizable young woman working on project at modern office desk with laptop, coffee cup and other items. Job concept

Concorsi ATA 24 mesi: domande dal 10 al 30 maggio

Gli Uffici regionali per l’istruzione pubblicano entro il 9 maggio i bandi per il concorso ATA 24 mesi per inserire i candidati nelle graduatorie o aggiornarle. Queste graduatorie saranno usate per assegnare ruoli e supplenze nell’anno scolastico 2024-25.

I bandi, come indicato nella nota del 19 aprile, devono riflettere le nuove disposizioni del CCNL, incluso il passaggio automatico al nuovo sistema di classificazione ATA.

Inoltre, i bandi, devono includere la dichiarazione del servizio fino al 30 giugno per incarichi temporanei, come richiesto dall’ODG del 19 febbraio. Esso stabilisce il ritardo nell’avvio delle procedure di aggiornamento delle graduatorie del personale ATA con almeno 24 mesi di servizio, non prima del 15 giugno 2024, e la possibilità di estendere i contratti per incarichi temporanei fino al 30 giugno 2024.

Le domande potranno essere presentate online tramite il servizio Istanze on Line dal 10 al 30 maggio, pena l’esclusione. Il servizio è accessibile dal sito del Ministero (www.miur.gov.it), nella sezione Servizi, o tramite il percorso Argomenti e Servizi > Servizi online > Istanze on line. l servizio sarà attivo dalle 9:00 del 10 maggio 2024 alle 14:00 del 30 maggio 2024.

Requisiti ATA 24 mesi

I requisiti per accedere alle graduatorie ATA 24 mesi (OM 21/2009):

  • Avere svolto almeno due anni di servizio a tempo determinato nella scuola statale nella stessa provincia e nello stesso profilo professionale cui si concorre;
  • Il personale che, al momento della domanda, non è in servizio nella stessa provincia e nello stesso profilo professionale cui concorre, ma è inserito nelle graduatorie provinciali ad esaurimento o negli elenchi provinciali per le supplenze della stessa provincia e dello stesso profilo cui concorre.
  • Il personale che non rientra nelle due condizioni precedenti, conserva la qualifica di “personale ATA a tempo determinato della scuola statale” se inserito nella terza fascia delle Graduatorie di circolo o di istituto per le supplenze temporanee della stessa provincia e dello stesso profilo cui si concorre.

Il requisito essenziale per i 24 mesi ATA è aver svolto 24 mesi di servizio.

Il punto 2.2 dell’articolo 2 dell’OM 21/2009:

a) Una anzianità di almeno due anni di servizio prestato in posti corrispondenti al profilo professionale per il quale il concorso viene indetto o in posti corrispondenti a profili professionali della scuola immediatamente superiore a quella del profilo cui si concorre. Il servizio prestato con rapporto di lavoro a tempo parziale si computa per intero;

b) Ai fini della lettera a) di cui sopra, si conta anche il servizio prestato nelle corrispondenti qualifiche precedenti del personale non docente statale (D.P.R.420/74), e nei corrispondenti profili precedenti del personale A.T.A. statale (D.P.R.588/85);

c) Ai fini delle precedenti lettere a) e b), si conta solo il servizio effettivo prestato (di ruolo e non di ruolo) presso scuole statali, escludendo il servizio prestato nelle scuole della Valle d’Aosta, delle province autonome di Trento e Bolzano.

d) Per quanto riguarda il servizio prestato all’estero, nelle scuole italiane, certificato dal Ministero degli Affari Esteri, è considerato equivalente al servizio prestato in Italia;

e) Il servizio prestato come “collaboratore scolastico” e “assistente amministrativo” nelle Accademie di Musica e negli Istituti Superiori delle Industrie Artistiche dello Stato è considerato valido per l’ammissione ai concorsi per soli titoli fino all’anno accademico 2002/03.

Nella nostra sezione Corsi personale ATA potrai visionare la pagina con i nostri corsi. Questi sono riconosciuti dal MIUR e permettono di acquisire punteggio nelle graduatorie.

sicurezza sul lavoro

Sicurezza sul lavoro: consigli per il 2024

La sicurezza sul lavoro, valutata come “assoluta priorità” dal 97% dei lavoratori, emerge come cruciale in ogni settore. Secondo lo State of Employee Safety Report, questa consapevolezza è alimentata dagli incidenti. Secondo l’International Labour Organization, si verificano quasi 3 milioni di morti ogni anno a causa di infortuni o malattie correlate, registrando un aumento del 5% rispetto al 2015.

In Europa, la Francia registra la cifra più alta di morti sul lavoro, con una media di due decessi al giorno. Anche in Italia, i dati dell’Inail confermano una tendenza preoccupante. Con 119 incidenti mortali solo nei primi due mesi di quest’anno, si evince un aumento del quasi 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di fronte a questi numeri, è fondamentale ribaltare la situazione e proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Le aziende possono giocare un ruolo cruciale promuovendo una cultura della sicurezza forte e distintiva. Ad esempio, la multinazionale Kone, leader nel settore degli ascensori e delle scale mobili, celebra annualmente la Safety Week dal 2012. Coinvolge l’intero team in attività come corsi di formazione, simulazioni di emergenza e eventi per sensibilizzare clienti e utenti.

Luca Romano, Safety Manager di Kone Italy & Iberica, sottolinea l’impegno nell’offrire condizioni di lavoro ottimali e cita la partnership con Hilti per implementare soluzioni avanzate per cantieri più sicuri ed efficienti.

Per migliorare ulteriormente la sicurezza sul lavoro, è cruciale abbracciare le tecnologie emergenti. La realtà virtuale può essere utilizzata come “rilevatore di pericoli” per identificare rischi e apportare modifiche mirate. I robot di ultima generazione possono testare la pericolosità di macchinari e strumenti. L’intelligenza artificiale, attraverso sensori applicati in luoghi di lavoro, può segnalare incidenti e individuarne le cause, consentendo interventi tempestivi per proteggere la salute delle persone.

Infine, i “wearable devices“, dispositivi indossabili dai dipendenti, possono tracciare i loro movimenti, individuare potenziali pericoli e fornire feedback accurati ai responsabili del reparto, consentendo di valutare e modificare i processi operativi per garantire un ambiente di lavoro più sicuro.

A queso link potete trovare l’elenco di tutti i corsi sulla sicurezza sul lavoro di Morris Academy. I nostri corsi online sono validi ai sensi della normativa in vigore e offrono agli attori della sicurezza aziendale un modo efficace e funzionale di assolvere l’obbligo formativo previsto.

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La didattica digitale in Italia: perché nonostante gli investimenti non decolla

Nonostante i benefici della didattica digitale e del Flipped Learning siano evidenti nella letteratura scientifica globale, in Italia vengono ancora messi in dubbio, come se si rimpiangesse l’antica scuola.

Quali sono questi vantaggi della didattica digitale?

Questa domanda potrebbe essere posta a qualsiasi intelligenza artificiale e la risposta sarebbe pressoché la stessa, citando fonti scientifiche. In generale, i vantaggi descritti includono:

Personalizzazione

Gli studenti possono ricevere compiti diversificati in base al proprio ritmo di apprendimento e scegliere i materiali più adatti al loro livello.

Flessibilità

Gli studenti possono accedere ai materiali didattici da qualsiasi luogo e momento e visualizzare i contenuti multimediali alla velocità desiderata.

Motivazione

L’uso degli strumenti digitali può rendere le lezioni più coinvolgenti e stimolanti per gli studenti.

Efficacia

I contenuti multimediali possono migliorare l’efficacia dell’apprendimento offrendo una varietà di risorse interattive.

Autovalutazione

Gli studenti possono ricevere un feedback immediato attraverso gli esercizi digitali, facilitando il processo di autovalutazione.

Perché allora la pedagogia digitale non decolla in Italia? Molte preoccupazioni dei genitori e degli insegnanti riguardano il rischio di perdere le competenze tradizionali legate alla lettura e alla scrittura.

Attualmente, quali gruppi di bambini in Italia hanno maggiori difficoltà di lettura e scrittura? I principali includono:

  • Bambini stranieri (anche nati in Italia),
  • Bambini con DSA o disabilità,
  • Bambini con problematiche familiari e/o psicologiche.

Per i bambini stranieri, l’uso della tecnologia digitale offre strumenti come traduttori automatici e piattaforme come Duolingo che favoriscono un apprendimento personalizzato e veloce. Ancora, per i bambini con disturbi o disabilità, l’utilità degli strumenti digitali è ampiamente supportata dalla comunità specialistica. In fine, per i bambini con problematiche familiari o psicologiche, è essenziale affrontare le cause sottostanti, poiché gli strumenti digitali da soli non possono risolvere tali questioni. Sono necessarie soluzioni più complesse e contestualizzate.

Quindi, se le preoccupazioni riguardo alla tecnologia sono infondate, perché solo meno dell’1% delle scuole in Italia sono digitali?

Anche quel limitato numero di scuole non corrisponde necessariamente a veri ambienti digitali. Molte classi sostituiscono i libri con tablet, ma una vera classe digitale è molto più complessa! Una classe diventa realmente digitale quando gli studenti possono apprendere attraverso una varietà di modalità, come la lettura di testi e la visione di video, e quando ricevono feedback dai software per la correzione degli esercizi.

Per comprendere il motivo di ciò, è importante capire il funzionamento delle piattaforme didattiche digitali. Ad esempio, con Google Classroom, i docenti devono pubblicare quotidianamente compiti e risorse, e gli studenti devono interagire con essi. Tuttavia, in Italia, queste piattaforme sono poco utilizzate per due motivi principali:

  • Richiedono un notevole sforzo da parte dei docenti per individuare e assegnare i materiali didattici più appropriati.
  • Il concetto di “Bring Your Own Device” (BYOD) è poco diffuso nelle scuole italiane, rendendo difficile l’implementazione della tecnologia digitale senza dispositivi personali degli studenti.

La tecnologia può facilitare la collaborazione tra docenti e studenti?

La tecnologia può non essere la soluzione definitiva. Il vero punto di incontro tra docenti e studenti, così come tra medici e pazienti o genitori e figli, è il rispetto reciproco. La tecnologia può essere un aiuto, ma non sostituisce l’importanza di una relazione umana significativa.

Quali azioni dovrebbero essere intraprese per migliorarla?

Tra le azioni proposte ci sono:

  • Offrire formazione continua e retribuita agli insegnanti per sviluppare competenze psico-pedagogiche avanzate.
  • Fornire un laptop a ogni studente e arredare le aule in modo adatto alle nuove metodologie didattiche.
  • Promuovere piattaforme educative online complete, sostituendo i manuali tradizionali.
  • Rivedere il curricolo nazionale per renderlo più interdisciplinare e adattato alle sfide future.
  • Valorizzare i dirigenti scolastici per coordinare le attività e coinvolgere gli studenti.

Se vuoi approfondire le tue conoscenze informatiche o migliorare la tua posizione nelle graduatorie, non aspettare! Iscriviti al nostro corso!

gps-2024

GPS 2024-2026: Come cambiano le graduatorie docenti?

Siamo in attesa del decreto ministeriale sull’aggiornamento delle GPS per il biennio 2024/2026. Il testo è stato inviato al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), il quale fornirà il suo parere definitivo nei prossimi giorni. È probabile che le richieste possano essere avviate entro la metà di aprile

Il numero di aspiranti che attendono notizie sull’ordinanza e sull’avvio delle procedure è considerevole, stimato oltre i 2 milioni. Le categorie coinvolte sono altrettanto numerose.

I docenti inseriti negli elenchi aggiuntivi della prima fascia GPS a seguito del concorso ordinario 2020 devono fare una nuova domanda o semplicemente aggiornare quella esistente?

La richiesta tecnica implica l’indicazione dell’opzione “AGGIORNAMENTO”, infatti, sebbene l’inclusione nella prima fascia avvenga per la prima volta, si tratta in realtà di un aggiornamento poiché si era già nell’elenco aggiuntivo.

La funzione di aggiornamento diventa quindi essenziale perché permette di evitare di dover reinserire e ripresentare titoli e servizi già inclusi negli elenchi aggiuntivi.

In questo modo, aggiornando, i docenti ritroveranno i titoli e i servizi precedentemente inseriti e, come tutti gli altri che si aggiornano, dovranno solo inserire i nuovi dati.

Novità

  • prima fascia di educazione fisica nella scuola primaria.
  • è possibile sostituire il titolo di accesso con un’abilitazione più vantaggiosa nella prima fascia.
  • alla fine del processo, sarà possibile visualizzare una stima del punteggio (che sarà confermata o modificata dall’ufficio scolastico provinciale che riceverà la domanda).
  • è stata introdotta una riserva del 15% per il servizio civile universale senza penalità

La Domanda GPS

Il candidato docente dovrà presentare due domande. Si seleziona una provincia (può essere diversa da quella del 2022).

  • domanda di inserimento / aggiornamento GPS e graduatorie di istituto per il biennio 2024/26. È possibile scegliere un massimo di 20 scuole per ogni classe di concorso / posizione richiesta nelle graduatorie di istituto.
  • domanda per l’assegnazione di supplenze al 31 agosto o al 30 giugno 2025: si completerà durante l’estate e si potranno inserire fino a 150 preferenze per concorrere a un incarico assegnato tramite sistema informatico.

La prima fase comprende la presentazione della domanda e la scelta, e i candidati dovranno selezionare 20 istituzioni scolastiche per ogni classe di concorso all’interno di una provincia.

Gli aspiranti già inclusi nei GPS potranno confermare o modificare completamente o parzialmente le loro scelte effettuate nel 2022. Pertanto, anche coloro che si trovano negli elenchi aggiuntivi potranno confermare tutto o apportare modifiche.

Si consiglia inoltre a chi desidera confermare le proprie scelte di verificare comunque che le scuole selezionate siano ancora “operative” nella stessa configurazione, poiché a seguito delle riorganizzazioni scolastiche molte istituzioni sono state consolidate e la geografia scolastica della provincia considerata potrebbe essere cambiata.

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CLIL

Metodologia CLIL: cos’è e come acquisire competenze

La metodologia CLIL, acronimo di Content and Language Integrated Learning, si riferisce a un approccio educativo che integra l’insegnamento di una lingua straniera con la disciplina di studio. In altre parole, anziché insegnare la lingua straniera come soggetto a sé stante, il CLIL coinvolge gli studenti nell’apprendimento della lingua attraverso la materia che stanno studiando, come la matematica, la storia, le scienze, ecc.

Questo metodo mira a sviluppare le competenze linguistiche e disciplinari contemporaneamente, offrendo agli studenti l’opportunità di imparare il contenuto delle materie attraverso la lingua straniera. Il CLIL promuove un apprendimento più autentico e significativo, in quanto gli studenti sono immersi in situazioni reali in cui devono utilizzare la lingua straniera per comprendere e comunicare concetti specifici.

Il successo del CLIL dipende dalla progettazione di attività didattiche appropriate che integrino efficacemente la lingua e il contenuto disciplinare, nonché dalla formazione degli insegnanti per sviluppare competenze specifiche per l’insegnamento attraverso questa metodologia.

Cosa prevede la metodologia CLIL?

Le competenze CLIL possono essere acquisite attraverso una combinazione di fattori:

  1. Formazione specifica per gli insegnanti: Gli insegnanti devono essere formati per insegnare attraverso la metodologia CLIL. Questo comprende la comprensione dei principi di base del CLIL, l’integrazione della lingua e del contenuto disciplinare, la progettazione di attività didattiche appropriate e la valutazione degli studenti in modo coerente con gli obiettivi del CLIL.
  2. Materiali didattici appropriati: Sono necessari materiali didattici che supportino l’apprendimento attraverso il CLIL. Questi materiali dovrebbero essere progettati per fornire input linguistico e contenuti disciplinari in modo integrato e accessibile agli studenti.
  3. Ambienti di apprendimento stimolanti: Gli studenti devono essere esposti a ambienti di apprendimento stimolanti che favoriscano l’uso attivo della lingua straniera e la comprensione dei contenuti disciplinari. Questo può includere attività di gruppo, discussioni, progetti collaborativi e altre attività che coinvolgono gli studenti attivamente nell’apprendimento.
  4. Pratica costante: Le competenze CLIL vengono sviluppate attraverso la pratica costante. Gli studenti devono avere molte opportunità di utilizzare la lingua straniera per comunicare e comprendere concetti disciplinari. Questa pratica può avvenire in classe, ma anche attraverso attività extrascolastiche come la lettura, la visione di film o programmi televisivi nella lingua straniera, o la partecipazione a eventi culturali.
  5. Feedback e riflessione: Gli insegnanti devono fornire feedback regolare agli studenti sul loro apprendimento linguistico e disciplinare e incoraggiarli a riflettere sulle proprie competenze e strategie di apprendimento. Questo aiuta gli studenti a prendere consapevolezza dei propri progressi e delle aree in cui possono migliorare.

Attraverso questi fattori combinati, gli studenti possono acquisire le competenze CLIL necessarie per comprendere e comunicare efficacemente in una lingua straniera mentre apprendono contenuti disciplinari specifici.

Come ottenere la competenze CLIL?

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graduatorie-gps

Graduatorie GPS: che cosa sono e come funzionano?

Spesso si crea confusione tra i diversi tipi di graduatorie che un insegnante può incontrare: le graduatorie provinciali scolastiche (GPS), le graduatorie di istituto e le graduatorie interne. Vediamo le differenze.

Le graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) sono utilizzate per coprire supplenze annuali (dal 31 agosto fino al termine delle attività didattiche il 30 giugno), mentre le graduatorie d’istituto, come vedremo, sono impiegate solo per supplenze di breve durata.

Le GPS sono suddivise in due fasce: la prima destinata ai docenti abilitati e la seconda ai non abilitati.

GPS per la scuola primaria e dell’infanzia

  • Prima fascia: riservata ai soggetti abilitati (con diploma magistrale o laurea in Scienze della Formazione Primaria).
  • Seconda fascia: aperta agli studenti del terzo, quarto e quinto anno del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria che hanno acquisito rispettivamente 150, 200 e 250 CFU.

GPS per la scuola secondaria

  • Prima fascia: riservata ai docenti abilitati.
  • Seconda fascia per le classi di concorso Tabella A (docenti): include coloro che possiedono il titolo di accesso richiesto per la classe di concorso più 60 CFU; chi ha abilitazione in un’altra classe di concorso o grado; e chi è già incluso nelle graduatorie d’istituto per la stessa classe di concorso.
  • Seconda fascia per le classi di concorso Tabella B (profili ITP): comprende coloro che hanno il titolo di accesso più 60 CFU; chi possiede il titolo di accesso e l’abilitazione in un’altra classe o grado; e coloro che sono già inclusi per la stessa classe di concorso.

GPS per il sostegno

  • Prima fascia: riservata ai docenti specializzati nel sostegno.
  • Seconda fascia: aperta a coloro che non sono specializzati ma che, entro l’anno scolastico 2019/2020, hanno accumulato tre anni di servizio nel sostegno e possiedono abilitazione o il titolo di accesso alla GPS di seconda fascia per quel grado di istruzione.

È possibile scegliere una sola provincia per essere inseriti nelle GPS.

Corsi per aumentare il punteggio nelle graduatorie GPS

Oltre all’esperienza lavorativa, i corsi di informatica o di lingue riconosciuti dal MIUR possono aumentare il punteggio nelle graduatorie provinciali GPS. In particolare:

  • Il pacchetto Digital Skill aggiunge 2 punti al punteggio.
  • Le certificazioni di inglese B2, C1 e C2 forniscono rispettivamente 3, 4 e 6 punti.
  • Il corso CLIL aggiunge 3 punti (se si possiede anche una certificazione linguistica, altrimenti 1 punto).
  • Master e corsi di perfezionamento aggiungono 1 punto ciascuno.

Graduatorie di Istituto: Descrizione e Utilizzo

Le graduatorie d’istituto sono utilizzate per coprire supplenze di breve durata (per esempio, per maternità o malattia) e sono divise in tre fasce:

  • La prima fascia comprende i docenti abilitati presenti nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE).
  • La seconda fascia include coloro che sono presenti nella GPS di prima fascia (docenti abilitati).
  • La terza fascia comprende coloro che sono presenti nella GPS di seconda fascia (docenti non abilitati).

Per le graduatorie d’istituto è possibile indicare al massimo 20 scuole.

Dall’estate 2020, con l’aggiornamento delle graduatorie, la terza fascia è stata eliminata.

Le Graduatorie Interne: Descrizione e Funzionamento

Le graduatorie interne d’istituto sono stilate dai dirigenti scolastici per individuare i docenti che potrebbero perdere il posto, ad esempio in caso di riduzione del numero di cattedre.

La pubblicazione delle graduatorie interne avviene dopo la scadenza delle domande di mobilità, entro 15 giorni successivi.

Tutti gli insegnanti titolari nella scuola compilano una scheda per valutare il punteggio, utilizzato per stilare l’elenco.

La graduatoria interna viene predisposta annualmente per ogni classe di concorso e tipo di posto. In caso di parità di punteggio, prevale la maggiore età. I docenti già presenti devono aggiornare il punteggio, mentre i nuovi arrivati vengono inseriti in coda.

Nomina dei supplenti: Procedura

Le nomine seguono l’ordine delle graduatorie: prima le GAE e poi le GPS di prima e seconda fascia.

Per i posti di sostegno, vengono chiamati prima gli specializzati nelle GAE, poi dalla GPS di prima e seconda fascia e infine incrociando le graduatorie provinciali, individuando i destinatari in base al punteggio.

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cyberbullismo

Cyberbullismo: cos’è e come gli insegnati possono prevenirlo

Il cyberbullismo è una forma di bullismo che avviene attraverso l’uso di mezzi digitali come internet, telefoni cellulari e social media. Coinvolge comportamenti aggressivi, intimidatori, offensivi o dannosi perpetrati da individui o gruppi di persone nei confronti di altre persone.

Gli insegnanti possono svolgere un ruolo cruciale nella prevenzione del cyberbullismo attraverso diverse strategie:

Educazione sulla consapevolezza

Gli insegnanti possono educare gli studenti sui rischi e sulle conseguenze negative del cyberbullismo, fornendo informazioni sui danni emotivi e psicologici che può causare.

Promozione di un ambiente rispettoso

Creare un ambiente scolastico in cui il rispetto e la gentilezza sono incoraggiati può aiutare a prevenire il cyberbullismo. Gli insegnanti devono modellare comportamenti positivi e intervenire prontamente quando si verificano casi di mancanza di rispetto o bullismo.

Insegnamento delle competenze digitali

Gli insegnanti possono insegnare agli studenti le competenze necessarie per navigare in modo sicuro e responsabile online, incluso l’uso consapevole dei social media, la gestione della privacy e la pratica della civiltà digitale.

Promozione dell’empatia e della tolleranza

Gli insegnanti possono incoraggiare gli studenti a sviluppare empatia verso gli altri e a praticare la tolleranza e l’accettazione delle differenze. Questo può contribuire a creare un clima di rispetto reciproco all’interno della comunità scolastica.

Creazione di politiche anti-cyberbullismo

Le scuole dovrebbero implementare politiche chiare e rigorose contro il cyberbullismo e fornire procedure di segnalazione e supporto per gli studenti vittime di bullismo online.

Coinvolgimento dei genitori

Gli insegnanti possono collaborare con i genitori per educarli sul cyberbullismo e coinvolgerli nel monitoraggio dell’attività online dei loro figli. Questa partnership può aiutare a creare un fronte unico contro il cyberbullismo sia a scuola che a casa.

In sintesi, la prevenzione del cyberbullismo richiede un approccio olistico che coinvolga insegnanti, studenti, genitori e tutta la comunità scolastica. Gli insegnanti possono svolgere un ruolo fondamentale nell’educare gli studenti, promuovere un ambiente rispettoso e fornire supporto alle vittime di cyberbullismo.

Il nostro Corso online Cyberbullismo si propone di trasmettere una formazione completa sull’argomento bullismo e sulle nuove tecnologie informatiche, è presupposto necessario per poter formare ed educare correttamente le nuove generazioni sempre più immerse in questa realtà. Il corso intende favorire la messa in pratica di attività di supporto e sostegno nella gestione in ambito affettivo, scolastico e familiare delle forme di “abuso” di Internet.

Il corso è riconosciuto dal MIUR. 100% online. Ottieni fino a 2 punti in graduatoria docenti con le nostre certificazioni. Le iscrizioni ai nostri corsi sono sempre aperte.

gps 2024

Aggiornamento GPS 2024

L’aggiornamento del GPS 2024, originariamente previsto per marzo-aprile, solleva interrogativi sulla possibilità di accumulare i 12 punti di servizio per il periodo 2023/24. Il Ministero ha annunciato l’imminente pubblicazione di un’ordinanza ministeriale che catalizzerà l’attenzione fino alla primavera.

Le procedure per la presentazione delle istanze rimarranno aperte per 20 giorni dopo la pubblicazione dell’ordinanza. Tuttavia, le date precise non sono state ancora comunicate a causa di adempimenti pendenti, come l’approvazione del Milleproroghe e la pubblicazione del nuovo Decreto sul riordino delle classi di concorso.

Le modifiche ai requisiti di accesso per la seconda fascia sono state accolte positivamente dai sindacati. Tuttavia, sorge la questione dei 12 punti di servizio specifico per il periodo 2023/24. Sebbene alcuni docenti possano raggiungere questo obiettivo senza problemi, altri potrebbero trovarsi in difficoltà a causa di contratti non continui o iniziati dopo il 1° febbraio.

Tutto il servizio svolto prima della scadenza per la presentazione delle domande sarà considerato. Tuttavia, coloro che accumulano i 12 punti solo con servizio continuativo dal 1° febbraio fino agli scrutini potrebbero non farcela entro l’anno in questione. Tuttavia, sarà possibile aggiungere questa parte di servizio successivamente all’aggiornamento delle graduatorie.

Contrariamente a quanto accaduto nel 2022, quando il Ministero consentì di inserire tutto il servizio e confermarlo successivamente, nel biennio 2024/26 questa possibilità non sembra essere contemplata nei report sindacali.

La mancata valutazione dell’intero servizio del 2023/24 potrebbe avere conseguenze significative, inclusa l’esclusione dalle graduatorie di sostegno di seconda fascia per coloro che non raggiungono i requisiti minimi di servizio. Questo aspetto è particolarmente importante per coloro che cercano supplenze, poiché 180 giorni di servizio sono necessari per l’inclusione nella graduatoria.

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Corsi obbligatori sicurezza sul lavoro

La normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro impone ai titolari delle attività produttive di fornire la formazione necessaria a tutte le figure coinvolte nel sistema aziendale di sicurezza. Ma quali sono i corsi obbligatori sulla sicurezza sul lavoro? Chi deve parteciparvi? Qual è la loro durata? Per rispondere a queste e ad altre domande, è fondamentale approfondire un argomento di grande rilevanza ma spesso poco chiaro.

Corsi Obbligatori sulla Sicurezza sul Lavoro


Iniziamo analizzando la figura dell’RSPP, un ruolo cruciale presente in tutte le aziende. Questa figura può essere ricoperta dal datore di lavoro (ad eccezione di alcune tipologie di aziende), da un consulente esterno o da un lavoratore, purché possieda i requisiti richiesti (il corso è diviso in tre moduli con durata variabile a seconda del settore produttivo).

Se il datore di lavoro svolge questo ruolo, è necessario seguire un corso di durata variabile (rischio basso: 16 ore; rischio medio: 32 ore; rischio alto: 48 ore) in base al codice ATECO dell’azienda. L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni.

Un’altra figura obbligatoria è il RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), che deve essere presente in ogni azienda. Il RLS, una volta eletto, ha diritto a una formazione di 32 ore, con aggiornamento obbligatorio ogni anno.

Formazione Obbligatoria per i Lavoratori


I lavoratori hanno diritto a una formazione adeguata attraverso corsi specifici sulla sicurezza sul lavoro. La durata di tali corsi varia in base al livello di rischio, definito dal codice ATECO dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni.

Addetti alle Emergenze: Antincendio e Primo Soccorso


Passando agli addetti alle emergenze, in ogni azienda deve esserci almeno un addetto antincendio e uno al primo soccorso. Nei luoghi di lavoro con un massimo di 5 dipendenti, il Titolare può ricoprire questi ruoli, purché sia presente sul posto. Gli addetti devono seguire corsi specifici.

La durata dei corsi antincendio varia in base al rischio riportato sul DVR. Per le imprese a rischio basso, medio o alto, la durata è rispettivamente di 4, 8 o 12 ore. Per il rischio medio e alto, è prevista una parte pratica. L’aggiornamento periodico è obbligatorio.

Per gli addetti al primo soccorso, la durata, gli argomenti e le modalità di svolgimento dei corsi sono definiti dal DM 388/2003. Le aziende sono suddivise in gruppi A, B e C in base al rischio e al numero di lavoratori. Gli addetti alle aziende del gruppo A devono seguire un corso di 16 ore, mentre quelli dei gruppi B e C di 12 ore. La parte teorica può essere svolta in modalità FAD, mentre la parte pratica è obbligatoria in aula. L’aggiornamento è obbligatorio ogni 3 anni.

CORSODURATAAGGIORNAMENTO
RSPP – Datore di lavoroRischio alto: 48 ore
Rischio Medio: 32 ore
Rischio basso: 16 ore
Quinquennale
Addetto antincendioRischio alto: 12 ore
Rischio medio: 8 ore
Rischio basso 4 ore
Triennale (consigliato)
Addetto Primo soccorsoAziende Gruppo A: 16 ore;
Aziende Gruppi B-C: 12 ore
Triennale
RLS32 oreAnnuale
Formazione lavoratoriRischio alto: 16 ore
Rischio medio: 12 ore
Rischio basso: 8 ore
Quinquennale

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Quali sono e che ruoli hanno le figure di garanzia della sicurezza sul lavoro?

Le figure di garanzia della sicurezza sul lavoro sono professionisti che svolgono ruoli chiave nell’ambito della prevenzione degli infortuni e della tutela della salute dei lavoratori. Le principali figure di garanzia della sicurezza sul lavoro includono:

Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)

Il RSPP è responsabile dell’organizzazione e del coordinamento delle attività di prevenzione e protezione all’interno dell’azienda. Si occupa di valutare i rischi, definire le misure preventive e promuovere la cultura della sicurezza tra i dipendenti.

Medico Competente

Il Medico Competente è un professionista del settore medico incaricato di valutare l’idoneità psico-fisica dei lavoratori in relazione alle mansioni svolte. Ha anche il compito di seguire l’andamento della salute dei lavoratori in relazione alle condizioni di lavoro.

Addetto al Primo Soccorso

Questa figura è addestrata a prestare soccorso immediato in caso di infortunio o malore sul luogo di lavoro. Il suo ruolo è vitale per garantire interventi tempestivi e appropriati fino all’arrivo di soccorsi più specializzati.

Addetto Antincendio

Questa figura è responsabile della prevenzione e gestione degli incendi sul luogo di lavoro. Si occupa di formare il personale sul corretto utilizzo degli estintori, delle procedure di evacuazione e delle misure per prevenire incendi.

Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)

Il RLS è un rappresentante eletto dai lavoratori per tutelare i loro interessi in materia di sicurezza sul lavoro. Partecipa alle valutazioni dei rischi e ai comitati aziendali per la sicurezza, contribuendo a mantenere un ambiente di lavoro sicuro.

Consulente per la Sicurezza

Questo professionista esterno all’azienda fornisce consulenza specialistica in materia di sicurezza sul lavoro. Collabora con l’azienda per identificare i rischi, proporre soluzioni e garantire il rispetto delle normative di sicurezza.

Esperto di sicurezza del lavoro

Si tratta di un professionista specializzato nella gestione e nell’implementazione delle misure di sicurezza sul lavoro. Collabora con il RSPP per garantire un ambiente di lavoro sicuro e conforme alle normative vigenti.

Queste figure lavorano in sinergia per promuovere un ambiente di lavoro sicuro e rispettare le normative in materia di sicurezza e salute sul lavoro. La composizione precisa del team di sicurezza può variare a seconda delle dimensioni e della complessità dell’organizzazione.

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